DECRETO SICUREZZA: IL PRESIDENTE LAGAP INTERVISTATO DA MONTAGNA.TV SULLE CRITICITÀ PER CHI VIVE LA NATURA

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✍️ Tatiana Marras

Il recente Decreto Sicurezza ha sollevato un’ondata di dubbi e comprensibili preoccupazioni tra tutti i frequentatori degli ambienti naturali. Che si tratti di escursionisti della domenica, cercatori di funghi, alpinisti o delle stesse Guide Ambientali Escursionistiche, la domanda che rimbalza sui social e nei rifugi è sempre la stessa: siamo diventati tutti potenziali fuorilegge?

Le nuove restrizioni sugli strumenti da taglio e l'inasprimento delle sanzioni hanno generato una confusione normativa non indifferente. Molti si chiedono se anche un coltellino svizzero possa risultare potenzialmente illegale. Se faccia la differenza portare una lama nello zaino o in tasca. Se non sia conveniente perdere l'abitudine di avere con sé un piccolo strumento multiuso, utile per emergenze o anche per sbucciare una mela.

Per fare chiarezza su questi punti, la testata Montagna.tv ha intervistato il Presidente Nazionale di LAGAP, Marco Fazion, chiedendo una personale analisi sull'impatto del decreto per chi vive e lavora in montagna e, soprattutto, quale sia il comportamento più prudente da adottare oggi.

Coltellino a blocco e con apertura facilitata da 5,5 cm, non utilizzabile in ambiente outdoor in quanto già vietato dalla legge - Foto Marco Fazion

Nell'intervista, il Presidente Fazion evidenzia prima di tutto la distanza tra il legislatore e la realtà del territorio: "La nostra classe politica è eminentemente urbana e non ha la più pallida idea dello stile di vita che si pratica fuori dalla città. Ruralità, natura, montagna, non le appartengono. [...] Un Decreto Sicurezza che mette in crisi milioni di italiani che con la malavita non hanno nulla a che spartire, sembrerebbe scritto inspiegabilmente male."

Il nodo centrale riguarda la distinzione tra strumenti leciti e vietati, specialmente per i coltelli a serramanico. Secondo Fazion, il rischio maggiore non è solo la sanzione, ma l'ingresso in un iter penale: "In assenza di chiarimenti interpretativi, il rischio di contestazione penale risulta elevato anche in presenza di finalità lecite. [...] Dato che il giustificato motivo, per un certo tipo di coltelli ormai lo decide il giudice, portare un coltello 'illegale' in un luogo visibile durante l’avvicinamento è un grosso rischio."

In attesa di possibili emendamenti che riportino un po' di "buon senso" nella norma, il Presidente suggerisce estrema cautela: "Sostanzialmente il problema si riduce al viaggio. [...] Se avete un coltello di qualsiasi tipo chiuso nello zaino, lo zaino è riposto nel bagagliaio e non state commettendo reati, potete tranquillamente opporvi al fatto che vi costringano ad aprirlo. [...] Per ora porto in escursione un semplice coltellino pieghevole, privo di blocco, di lunghezza consentita (fino a 8 cm), che, comunque, trasporto nello zaino."

➡️ Qui l'intervista completa: https://www.montagna.tv/268732/decreto-sicurezza-cosa-rischiano-davvero-escursionisti-e-alpinisti-parla-il-presidente-lagap-marco-fazion/

L'invito di LAGAP a tutti i soci e agli appassionati di outdoor è quello di mantenere un profilo di massima prudenza, evitando di esibire strumenti da taglio anche se ritenuti indispensabili, finché il quadro normativo non sarà reso più chiaro e compatibile con le attività outdoor.