
Ogni estate, quando Alpi e Appennini vedono un incremento della presenza di escursionisti sui sentieri, l'attenzione mediatica e la preoccupazione di molti frequentatori si concentrano su incontri tanto affascinanti quanto rari, come nel caso di orso e lupo. Ma la realtà dei sentieri estivi racconta ben altro. Spesso si temono i grandi carnivori, sottostimando situazioni di potenziale rischio che vedono invece come protagonisti animali ben più familiari: mandrie al pascolo e cani da guardiania.
La cronaca recente lo dimostra chiaramente. Anche quest’anno, come accade a cadenza stagionale, si assiste al verificarsi di episodi in cui gli escursionisti risultano vittime di attacchi da parte di animali da allevamento o di cani da guardia. Situazioni che per la maggioranza potrebbero essere evitate se in possesso di un’adeguata conoscenza delle elementari regole di comportamento in ambiente rurale e d'alta quota.
In questo scenario si inserisce a pieno titolo la professione della Guida Ambientale Escursionistica (GAE). Da un lato, ci si aspetta che la guida sappia prevenire e gestire i rischi per i propri clienti; dall'altro, la GAE riveste un ruolo fondamentale come educatore sul campo. La guida non è un semplice apripista che cammina in silenzio, ma un "donatore di esperienze e conoscenze", un professionista che insegna a leggere il territorio nella sua complessità, inclusa la frequentazione consapevole dei pascoli. Non a caso, i temi della convivenza con la fauna domestica e i cani da guardiania sono oggetto di studio approfondito e di esame nei corsi di formazione promossi da LAGAP, come ben sanno gli allievi del Corso Nazionale 2026, in queste settimane intenti a prepararsi per le prove finali.
Se affidarsi a un professionista garantisce sicurezza, è altrettanto importante che ogni appassionato impari a muoversi in autonomia quando affronta la montagna da solo. Vediamo dunque come riconoscere i rischi e quali comportamenti adottare quando ci si muove in aree di pascolo.

Durante la bella stagione è estremamente facile imbattersi in animali al pascolo. In linea generale, le situazioni in cui ci si può trovare sono principalmente due:
In entrambe le circostanze, la parola d'ordine è prudenza.
I cani da guardiania hanno il compito istintivo e naturale di proteggere il gregge o la mandria da qualsiasi minaccia, considerandoli parte della propria famiglia. Sono cani coraggiosi, autonomi e dotati di un forte spirito d'indipendenza. E sono instancabili, operativi nel loro ruolo di guardiani 24 ore su 24.
Quando un estraneo si avvicina al pascolo, i cani intervengono per avvisare, tramite energici abbai, che l'area è sotto il loro controllo. Se si adottano i comportamenti corretti in risposta a questo gentile avviso, il rischio di un'aggressione si riduce drasticamente.
Le regole principali da tenere a mente sono le seguenti:
Lo scopo di queste azioni è dare al cane il tempo di comprendere che l’escursionista non rappresenta una minaccia per la sua "famiglia". Una volta che il cane si sarà tranquillizzato, è possibile rimettersi in cammino.

L'incontro con il bestiame lungo i sentieri richiede attenzione, in particolare quando si incontrano mandrie con vacche nutrici e vitelli, notoriamente protettive. Le regole fondamentali da seguire per limitare il rischio di attacco da parte dei bovini sono le seguenti:

Gli animali inviano chiari segnali di insofferenza quando si sentono minacciati, ed è fondamentale saperli decifrare per tempo. Spesso l'animale inizia semplicemente fissando l'escursionista, percepito come un potenziale pericolo di cui si vuole monitorare ogni mossa.
Se la situazione evolve, subentra un segnale inequivocabile: l'animale abbassa la testa e porge la fronte, manifestando un evidente atteggiamento offensivo. Il suggerimento in questo caso è di allontanarsi lentamente e con calma, senza mai voltare le spalle all'animale e senza correre. Se si ha un cane al seguito, è conveniente liberarlo dal guinzaglio, in modo che possa mettersi in salvo autonomamente senza catalizzare l'attenzione dell'animale sull'escursionista. Se necessario, è possibile tentare di spaventare l'animale richiamandolo con voce ferma e chiara o agitando un bastone per dissuaderlo, evitando in ogni caso il lancio di sassi o comportamenti eccessivamente scomposti.
Nel caso in cui l'animale inizi a correre nella direzione dell'intruso, si attiva una carica vera e propria ed è il momento di allontanarsi immediatamente e in velocità.
✍️ Tatiana Marras e Marco Fazion


